Risolto caso di Leishmaniosi viscerale
 

Una tempestiva diagnosi ha permesso di salvare la vita di un giovane molisano all’Ospedale “Vietri” di Larino.
    Il giovane, di 32 anni, coniugato, con una figlia di pochi mesi, residente in un centro del Basso Molise, da qualche tempo avvertiva un malessere generale ed aveva sempre la febbre. Ricoverato presso il reparto di Medicina Interna diretto dal dr. Franco Porfilio, è stato sottoposto ad immediati accertamenti clinici. Grazie alla collaborazione del Centro Immunotrasfusionale dello stesso ospedale, è stato possibile individuare la malattia, piuttosto rara in Italia e di difficile diagnosi.
    La Leishmaniosi viscerale, conosciuta anche col nome di Kala azar, è caratterizzata da accessi febbrili irregolari, perdita di peso, anemia, ingrandimento del fegato e della milza, e da un’altissima mortalità se non diagnosticata e trattata tempestivamente.
    Le Leishmanie vengono trasmesse all’uomo mediante la puntura di insetti appartenenti al genere Phlebotomus. E’ la femmina del Flebotomo che nel succhiare il sangue di mammiferi e dell’uomo trasmette la malattia dagli animali all’uomo o da uomo a uomo.
    Esistono farmaci, molto costosi, per la cura della Leishmaniosi viscerale, ma il trattamento dev’essere fatto il più precocemente possibile. Non esiste un vaccino.
    I sanitari del “Vietri” già si sono attivati per richiedere il farmaco.
    Le condizioni del giovane stanno lievemente migliorando.